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Diabete

Nel linguaggio medico con il termine "diabete" (dal greco "διαβαίνειν", che significa "scorrere") si indica una serie di patologie sintomatologicamente accomunate da una produzione di urina in quantità superiore al limite massimo quotidiano (cosiddetta "poliuria").

Il vocabolo è utilizzato per individuare due malattie che nulla hanno in comune eccetto il suddetto sintomo: il diabete insipido (DIN) e il diabete mellito (DM), che è quello più diffuso e conosciuto. Nel primo la poliuria è dovuta ad una diminuita funzionalità renale, mentre nel secondo dipende da disturbi del metabolismo che provocano alterazioni del tasso glicemico (iperglicemia), assenti nel DIN.

Quali sono le caratteristiche di questo disturbo? Come si individua e come si gestisce nel modo più adeguato?

Questo argomento ci sta molto a cuore, tanto che abbiamo dedicato già una guida al diabete per rispondere alle domande più generali riguardo la patologia.

Questa è l'occasione per approfondire ulteriormente la tematica soffermandoci sulle caratteristiche sia del diabete di tipo 1 che del diabete di tipo 2 cercando di comprenderne i sintomi e i metodi di gestione più efficaci.

  1. Tipi di diabete
  2. Cause
  3. Sintomi
  4. Prevenzione
  5. Trattamento
  6. App

Tipi di diabete

Sono stati individuati diversi tipi di diabete mellito, che hanno cause distinte. La classificazione internazionale attualmente in vigore ha sostituito quella accreditata negli anni '80 dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, in inglese WHO). Quest'ultima distingueva, in base all'origine dell'affezione, tre tipologie primarie:

  • il diabete infantile o "insulinodipendente",
  • quello degli adulti o "non insulinodipendente"
  • il diabete dovuto a carenze nutrizionali, diffuso soprattutto nelle aree equatoriali.

Riconosceva, inoltre, l'eventualità che il diabete fosse correlato ad altre malattie primarie, quali tumori e infiammazioni croniche del pancreas, disturbi dell'apparato endocrino causanti un eccessiva produzione di ormoni iperglicemizzanti (es. ipertiroidismo, somatostatinoma, sindrome di Cushing).

Segnalava, infine, la possibilità che esso fosse indotto dall'ingerenza di farmaci iperglicemici (es. interferone), di sostanze nocive o da fattori ereditari.

La classificazione attuale, semplificando quella antecedente, introduce una bipartizione del DM nei tipi 1 e 2.

  • Diabete Mellito di tipo 1 - definita anche insulino-dipendente, questa forma è maggiormente diffusa nei bambini e nei ragazzi ma si riscontra anche tra gli adulti. Non molto comune, essa costituisce circa il 10% dei casi di diabete insieme a quello gestazionale.
  • Diabete Mellito di tipo 2 - questa seconda forma si differenzia dalla precedente in quanto l'eccessivo tasso glicemico deriva da una patologia metabolica consistente in una scarsa reattività cellulare all'azione dell'insulina o da una carenza solo parziale di quest'ultima, laddove nel DM di tipo 1 tale mancanza è totale.

Per i pazienti affetti da questa tipologia di diabete la terapia insulinica non è fondamentale né risolutiva. Da tale circostanza deriva la definizione alternativa di diabete mellito "non insulinodipendente" (NIDDM).

Esso colpisce in particolare le persone mature (da cui l'ulteriore dizione di "diabete dell'adulto") ed è, in assoluto, la forma più diffusa della malattia, rappresentando il 90% del totale dei casi.

Per conoscere le meglio le caratteristiche dei due tipi di diabete puoi leggere un articolo del nostro blog!

Cause del diabete

Iniziamo con le cause del diabete di tipo 1. Si tratta di una patologia avente origine per lo più genetica ed immunologica, cui non si esclude possano concorrere anche fattori di natura ambientale.

Il diabete di tipo 1 di questo tipo trae principalmente origine da malfunzionamenti del sistema immunitario, che genera anticorpi che distruggono le cellule pancreatiche Beta. Queste ultime sono deputate alla produzione di insulina, l'ormone anabolico che regola la concentrazione ematica del glucosio. Ne consegue l'innalzamento della quantità di glucosio nel sangue oltre i limiti naturali a digiuno (iperglicemia), data la persistente incapacità dell'organismo di metabolizzarlo correttamente.

La poliuria è dovuta alla necessità di smaltimento del glucosio accumulato in eccesso. Si ritiene che il diabete di tipo 1 possa conseguire anche alla contrazione di malattie infettive, tra cui epatite e morbillo, alle quali il sistema immunitario potrebbe rispondere con una reazione autoimmune. Un consistente elemento di rischio è anche l'obesità. Quanto all'incidenza di fattori ambientali, essa pare accertata.

É emerso da studi recenti che la malattia può avere un'origine virale dovuta ad un'infezione batterica infantile cronicizzatasi in soggetti geneticamente predisposti. Il diabete mellito di tipo 1 è diagnosticabile in presenza della distruzione dell'80% o più delle cellule Beta. Esiste anche una rara forma di questa patologia, diffusa in Asia e in Africa, che non dipende da dinamiche autoimmuni e le cui cause sono tuttora sconosciute.

Tra le cause del diabete di tipo 2, oltre alla componente della predisposizione genetica, vi sono rilevanti fattori esterni come la mancanza di attività fisica e l'eccessiva assunzione di calorie, lo stress prolungato ed alcune patologie. Anche l'aver sviluppato il diabete durante la gravidanza e l'aver avuto figli nati in sovrappeso possono integrare fattori di rischio. L'avanzare dell'età e l'invecchiamento dell'organismo contribuiscono, non ultimi, a favorire la contrazione della malattia, riducendo le funzionalità del pancreas e la produzione di insulina.

Tra le condizioni associate al NIDDM, che possono agevolarne lo sviluppo, ci sono altresì Trigliceridi alti, Colesterolo HDL basso, ipertensione e obesità.

Quest'ultima, in particolare, è ritenuta uno dei maggiori fattori di rischio nei soggetti ereditariamente predisposti.

Sintomi del diabete

I sintomi del DM di tipo 1 sono, oltre alla poliuria, un inizio repentino spesso associato a febbre, un eccessivo aumento dell'appetito (iperfagia) e della sete (polidipsia), secchezza cutanea, lentezza nella guarigione da ferite ed infezioni, perdita di peso e chetoacidosi.

La chetoacidosi, che può essere letale, è dovuta al fatto che il malfunzionamento del meccanismo di assimilazione degli zuccheri rende necessario che il sistema utilizzi altre sostanze per far fronte alle esigenze energetiche dell'organismo. Ciò comporta l'attivazione di un processo alterato di metabolizzazione di elementi alternativi, principalmente di acidi grassi (soprattutto trigliceridi), che a sua volta provoca l'accumulo di composti derivanti da un eccesso di acetil-coenzima A (tra questi acetone e acido acetoacetico).

A tale accumulazione, detta chetosi, consegue uno squilibrio organico altamente dannoso per la salute, che provoca disidratazione, vomito, difficoltà respiratorie e perdita di coscienza fino al coma. La chetoacidosi si manifesta sin dalla fase iniziale della malattia e può dipendere, in seguito, da un'inadeguata reazione alle terapie insuliniche o dall'interazione di patologie sopravvenute.

Dal diabete mellito di tipo 1 derivano altresì dolorosi disturbi del sistema nervoso periferico, problemi cardiovascolari (tachicardia, aritmia, ipertensione), urologici, gastrointestinali, insufficienza renale estrema ed elevato rischio di danneggiamento dei tessuti oculari (retinopatia diabetica). Quest'ultima complicanza, attualmente in calo, si manifesta con probabilità elevate dopo un decennio dalla contrazione della malattia ed ha un'incidenza maggiore nei pazienti di età superiore ai 25 anni e fino ai 60. Sintomatica del diabete di tipo 1 può essere anche la ricorrenza di affezioni dell'apparato immunitario quali i morbi di Haddison e di Graves.

I segnali indicatori del diabete mellito di tipo 2, sostanzialmente analoghi ai sintomi di quello di tipo 1, sono assai meno manifesti di quelli e, conseguentemente, poco riconoscibili e frequentemente ignorati. Questa circostanza fa sì che la diagnosi di questa patologia sia spesso tardiva ed intervenga quando l'avanzamento della malattia ha già prodotto complicazioni di rilievo.

Ragion per cui si consiglia ai soggetti a rischio, ossia alle persone dai 45 anni in su che rientrino nelle categorie più esposte, di eseguire regolari controlli periodici che consentano un intervento tempestivo. I valori indicativi a tal fine sono i seguenti: - glicemia a digiuno superiore a 126 mg/dl; - glicemia monitorata nell'arco del giorno superiore a 200 mg/dl; - glicemia a seguito di test da carico di zuccheri pari o superiore a 200 mg/dl; - emoglobina glicata pari o superiore al 6,5%.

Per diagnosticare la patologia è fondamentale effettuare gli esami, in particolare il calcolo della curva glicemica.

Purtroppo esistono molte persone che soffrono di questi sintomi ma non sanno di avere il diabete e quindi la patologia danneggia l'organismo fino ad abbassare la qualità della vita.

Effettuare una visita e gli esami approfonditi è fondamentale per la corretta diagnosi: solo così si può iniziare la terapia che aiuta a gestire al meglio questa patologia.

Cibi dannosi per il diabete

Prevenzione

Attualmente, al contrario di quanto riguarda il diabete dipo 2, non ci sono metodi di prevenzione del diabete DM di tipo 1 che siano stati sperimentati con efficacia definitiva. Le dinamiche di questa patologia cronica presentano, purtroppo, ancora troppe incognite. In particolare, le difficoltà ad individuare i fattori ambientali che innestano la reazione autoimmune non consentono una profilassi completa.

Tuttavia, è possibile individuare preventivamente i soggetti a rischio tramite screening genetico, che consente di monitorare il processo di distruzione delle cellule Beta e di intervenire, a seconda dello stadio, per inibire tale procedimento prima della manifestazione della malattia o, dopo, limitando i rischi di complicazioni. Alcuni dei metodi di prevenzione allo studio tendono a mantenere un sufficiente livello di secrezione insulinica nei bambini mediante la somministrazione di sostanze quali vitamina D, latte idrolizzato e Omega 3 o tramite l'eliminazione del glutine.

Come riconoscere il diabete nei bambini? Scoprilo sul nostro blog!

Altri utilizzano strumenti immunomodulatori per riequilibrare l'attività del sistema immunitario. Ma le suddette pratiche presentano tuttora carenze, anche se i progressi sono costanti.

Trattamento

Guarire dal diabete non è possibile, ma esistono diversi tipi di trattamento che permettono di conviverci conducendo una vita serena. Oltre alla somministrazione di insulina, è raccomandabile seguire un'alimentazione a ridotto contenuto calorico, particolarmente di glucosio, ed una costante attività fisica. Nel nostro blog puoi trovare diverse ricette per diabetici a basso contenuto glicemico.

La somministrazione di insulina può avvenire nel tessuto sottocutaneo o con microinfusore, che è strumento più avanzato e consente il raggiungimento di risultati equivalenti con dosaggi minori. Grazie al progressivo perfezionamento della terapia oggi è possibile assumere efficacemente l'insulina con una tempistica più elastica rispetto al passato: da un quarto d'ora prima ad appena dopo il pasto.

Quest'ultima possibilità, in particolare, assicura un decisivo miglioramento della qualità della vita dei pazienti, consentendo loro di mangiare senza vincoli di orario. Nelle situazioni più critiche è poi possibile ricorrere ad interventi chirurgici per il trapianto di cellule Beta e della ghiandola pancreatica. Se la riduzione della concentrazione ematica di glucosio, conseguente alla terapia insulinica, dovesse provocare crisi ipoglicemiche, si rende necessario l'apporto di zuccheri o, nelle ipotesi estreme, la somministrazione di glucagone.

Prevenire e curare il diabete di tipo 2 è possibile mantenendo uno stile di vita attivo e seguendo un'alimentazione equilibrata, in modo da tenere sotto controllo il peso corporeo e da ridurne gli eventuali eccessi.

Pistacchi per la prevenzione del diabete? Anche l'assunzione della frutta secca può aiutare!

Non è necessario praticare una vera e propria attività sportiva, ma è sufficiente una camminata di mezz'ora al giorno, a passo sostenuto, per dimezzare il rischio se si è predisposti. Studi condotti in Cina hanno evidenziato elevate percentuali di riduzione delle probabilità di ammalarsi a seguito di dieta (31%), attività fisica (46%) e della concomitanza di entrambe (42%). In caso di necessità è prevista la somministrazione orale di farmaci idonei a ridurre il tasso glicemico (ipoglicemizzanti).

Infine, può rendersi opportuno anche il trattamento insulinico, sebbene di solito i pazienti affetti da NIDDM non reagiscano efficacemente a tale terapia.

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App

Fortunatamente anche la tecnologia viene in aiuto ai diabetici: esistono diverse app che permettono di migliorare la gestione di questa complessa patologia. Te ne consigliamo qualcuna:

  • Glooko è un'app disponibile per IOS e Android permette di gestire al meglio tutti gli aspetti: dal calcolo dell'indice glicemico dei cibi, fino al monitoraggio dell'attività fisica, fino alla registrazione della glicemia. In questo modo si ottiene un diario aggiornato da presentare durante le visite presso lo specialista.
  • Diabetic Connect è disponibile per sistemi Apple permette di conoscere gli ultimi aggiornamenti sul mondo del diabete, partecipare a forum e discussioni su questa tematica. Infatti, l'obiettivo dell'applicazione è quello di creare una rete di utenti interessati all'argomento.
  •  Diabetes Pal è scaricabile da iOS e Android. Permette di registrare diversi valori: pressione, ore di sonno e anche il livello di glucosio nel sangue.

Queste applicazioni rappresentano un utile sussidio per i diabetici. Vogliamo concludere l'articolo con un video sulla sensibilizzazione della diagnosi del diabete per i bambini, un aspetto da non sottovalutare!