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Epatite C

L'Epatite C è una patologia causata dal Virus denominato HCV, di cui oggi si conoscono alcuni diversi ceppi. Questa malattia è particolarmente subdola ed ha un decorso che si sviluppa nel corso di decenni, per questo motivo molte persone che ne soffrono lo scoprono per motivi fortuiti, o solo quando la malattia è cronicizzata e degenerata, favorendo lo sviluppo di epatocarcinomi, cirrosi o insufficienza epatica. Il virus è stato scoperto solo nel 1989, precedentemente era indicato come epatite non A e non B; visto che si tratta di una malattia conosciuta da relativamente pochi anni e che, nella maggior parte dei casi, non porta a sintomi di alcun tipo, non è facile stimare quanti siano i malati di epatite C.
Alcune ricerche parlano div ari milioni di pazienti infetti, soprattutto in alcune particolari categorie o per motivi specifici.
Come si può individuare e quali sono le norme da seguire per guarire celermente? Vediamolo subito!
  1. Diffusione
  2. Sintomatologia
  3. Diagnosi
  4. Terapia
  5. Stile di vita
  6. Gravidanza

Diffusione

L'epatite C è trasmissibile attraverso lo scambio di sangue infetto. Visto che una persona può avere questa malattia in fase cronica ma asintomatica per decenni, nell'arco di questo tempo sono molteplici le motivazioni per cui il suo sangue può venire a contatto con quello delle altre persone. Molti dei pazienti che hanno l'Epatite c l'hanno contratta a causa di trapianti di organi o di trasfusioni avvenute prima del 1990, quando non esistevano metodi per rilevare la presenza del virus nel sangue dei donatori.
Per altro prima di quella data non si conosceva neppure l'esistenza della malattia, cosa che ne ha portato ad una diffusione del tutto incontrollata. Sono molti i pazienti che soffrono di epatite C a causa di piercing o tatuaggi effettuati prima del 1990, oppure che fanno uso di droga, che hanno contratto la malattia a causa dell'uso riprovevole di scambiarsi le siringhe. Molte persone nel mondo occidentale sono ancora oggi poste a contatto con il virus a causa di pratiche poco ortodosse, come farsi fare un tatuaggio in un sito privato e non controllato. In Italia i malati di epatite C sono moltissimi, la gran parte a causa di trasfusioni con sangue infetto o di contatto con strumenti medici o dentistici non perfettamente sterilizzati.
Oggi questo tipo di contatto nel nostro paese è pressoché impossibile, anche se resta alto il rischio per chi fa uso di droghe per via endovenosa. In alcuni paesi africani o asiatici esistono ancora situazioni di scarsa igiene, che favoriscono il diffondersi della malattia. In situazioni molto particolari, come ad esempio le carceri del nord America, l'Epatite C si presenta in moltissimi nuovi casi ogni anno, a causa della prassi di effettuarsi rudimentali tatuaggi.
Fortunatamente solo il sangue dei pazienti risulta infetto, mentre il virus non si trasmette per via sessuale o attraverso qualsiasi altro fluido corporeo come nel caso della mononucleosi, per esempio.
Epatite c

Sintomatologia

Chi è colpito dal virus dell'epatite C può manifestare dei sintomi acuti, con dolore al fegato, leggera febbre, affaticamento, nausea. Nel 15-25 % dei casi questi sono gli unici sintomi della malattia, che viene rapidamente debellata dall'organismo, che torna san nell'arco di poche settimane. Per i restanti casi invece la malattia ha uno sviluppo più silente: occasionalmente si presentano febbre e nausea, o un leggero affaticamento, che in genere sono scambiati per influenza stagionale, mentre il virus si installa nelle cellule del fegato.
Possono passare molti anni, o anche decenni, prima che l'epatite C porti a favorire l'insorgenza di malattie molto più gravi, come il tumore al fegato, l'epatocarcinoma, l'insufficienza epatica o la cirrosi. Si stima che il virus dell'epatite C sia la principale causa della cirrosi almeno nel 24% dei casi. Le persone affette che fanno anche uso di alcool, droga o fumo aumentano la possibilità di venire colpite da carcinoma al fegato in maniera fino a 100 volte superiore alla media.
Tutti i sintomi che si sviluppano nel tempo sono dovuti al fatto che il virus si insinua nelle cellule epatiche, causando la formazione di tessuto cicatriziale, che inibisce il corretto funzionamento dell'organo.

Diagnosi

Oggi esistono dei precisi strumenti diagnostici, che permettono di scoprire la presenza di Epatite C in una persona semplicemente con un esame del sangue. In seguito il medico potrà suggerire di verificare i livelli di virus presenti nel sangue, per comprendere da quanto tempo questo si è installato nel paziente. In seguito è anche possibile effettuare una biopsia del fegato, per poter comprendere i danni che ha già subito e la funzionalità.
Nel corso degli anni chi studia questa malattia ha compreso che le cure disponibili hanno maggiori probabilità di funzionare al meglio se la diagnosi viene effettuata nei primi mesi dalla trasmissione del virus; per questo motivo in genere il medico di famiglia consiglia di effettuare i test per l'epatite C a tutte le persone a rischio, quindi agli emodializzati, a chi ha subito trapianti o trasfusioni prima del 1990, al personale sanitario, che può venire in contatto con sangue infetto, a chi fa uso di droghe per via endovenosa.
Anche coloro che hanno un tatuaggio di grandi dimensioni o che hanno effettuato il body piercing, soprattutto se in strutture private o in paesi con scarsa igiene, in genere sono indirizzati verso l'eventualità di verificare la presenza del Virus nel loro organismo. Del resto l'esame è semplice e scarsamente invasivo.

Terapia

La cura dell'epatite C è soprattutto farmacologia, solo nei casi in cui la funzionalità epatica sia totalmente compromessa si valuta l'eventualità di un trapianto di fegato. Oggi si utilizzano due diverse tipologie di farmaci contro l'epatite C.
Il primo gruppo è quello costituito dagli antivirali, come interferone, o ribavirina. Questi farmaci non hanno un'azione specifica contro l'epatite C, ma riescono, nel 40-80% dei casi, a rimuovere il virus dal sangue dei pazienti infetti. Si utilizzano in genere cicli combinati di interferone e ribavirina. Purtroppo i ceppi del virus dell'epatite C sono diversi e alcuni sono particolarmente tenaci, difficili da debellare. Per questo motivo la ricerca in questo campo è molto attiva e ha permesso di giungere a nuovi farmaci, che impediscono al virus di replicarsi nelle cellule del paziente ospite.
Sono diversi i farmaci oggi disponibili, alcuni dei quali però sono utilizzati solo nei pazienti adulti. Le cure con questo tipo di farmaci durano in genere alcune settimane e possono portare a diversi effetti collaterali: insonnia, depressione, prurito, eczemi, stanchezza fisica e mentale. Visto che molti pazienti che vengono sottoposti a terapia farmacologica contro l'epatite C non manifestavano alcun sintomo causato dalla malattia stessa, a volte risulta difficile convincere i malati a seguire regolarmente la terapia. Purtroppo non è possibile effettuare questo tipo di terapie in ospedale, anche perché si tratta di assumere un farmaco per bocca, spesso una singola volta al giorno, per più settimane. Per questo motivo è di fondamentale importanza ottenere l'ausilio delle famiglie dei pazienti, in modo che vigilino sul corretto svolgersi delle terapie.
Non tutte le persone affette da Epatite C hanno una totale remissione grazie ai farmaci, per alcuni si tratta di una malattia cronica, che va mantenuta sotto controllo attraverso periodici esami strumentali e cicli di terapie, in modo da evitare che si giunga fino all'insufficienza epatica.

Stile di vita

L'epatite C in moltissimi casi non porta a sintomi visibili o misurabili; progressivamente, nel corso di decenni, il fegato delle persone affette tende a funzionare sempre meno. Visto che si tratta di una patologia cronica e di lunga durata, è di fondamentale importanza instaurare uno stile di vita corretto, che permetta alle problematiche correlate alla malattia a non verificarsi mai. Conviene quindi mantenere uno stile di vita che porti a non affaticare mai il fegato. I pazienti sono invitati a non fare uso di alcool, droghe, sigarette o altri tipo di sostanze psicotrope.
I farmaci sono tra le sostanze che costringono maggiormente il fegato a lavorare in modo eccessivo, per questo motivo il paziente affetto da epatite C dovrebbe fare uso di farmaci sotto il diretto controllo medico. Conviene inoltre evitare tutti i farmaci superflui, che si assumono per un leggero mal di testa o con l'intenzione di diminuire i sintomi di un banale raffreddore. Chiaramente questa patologia porta chi ne soffre ad una vita controllata, lontana dagli eccessi e a stretto contatto con il medico di famiglia. Qualsiasi episodio di stanchezza eccessiva o affaticamento va subito riportato al medico, in modo che possa effettuare tutti gli accertamenti che ritiene necessari.

Gravidanza

Esistono dei casi di infezione da Epatite C avvenuti durante il parto: la madre malata passa il virus a suo figlio con il sangue fuoriuscito durante il travaglio. Non esistono oggi casi di madri che hanno trasmesso la malattia al figlio in utero.
L'allattamento e le cure parentali dopo il parto sono del tutto prive di rischi. Una donna in età fertile che assume la terapia farmacologia per curare l'epatite C dovrebbe praticare qualsivoglia metodo anticoncezionale, fino a sei mesi dopo il termine della cura, perché i farmaci utilizzati possono causare diverse tipologie di malformazioni, difetti congeniti o addirittura morte del feto. Per questo motivo, prima di cominciare la terapia, si consiglia di effettuare un test di gravidanza.