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Anoressia

L'anoressia è un disturbo dell'alimentazione caratterizzato da un rifiuto degli alimenti che comporta un drastico calo di peso e, nei casi più gravi, può diventare invalidante o letale. Questo problema può provocare un circuito di disturbi della salute come ritardi mestruali e amenorrea nelle donne, pelle secca e disidratata, fragilità di capelli e unghie.

Non è una patologia da sottovalutare e occorre agire immediatamente ai primi segnali intervenendo non solo con la dieta ma con una terapia psicologica mirata al riconoscimento delle cause e all'individuazione di una cura adeguata. I tempi possono essere lunghi ma è meglio non mollare: con la pazienza, l'amore verso chi ne è affetto e la forza di volontà è possibile uscirne.

In questa scheda vogliamo trattare questo argomento, individuando caratteristiche, sintomi, cause e terapie utili per la risoluzione di questa patologia.

  1. Caratteristiche
  2. Cause e sintomi
  3. Terapia
  4. Dieta

Caratteristiche dell'anoressia

Per anoressia s’intende un disturbo alimentare (come lo anche l'obesità) contraddistinto da un rifiuto del cibo scaturito a sua volta da una crescente e costante paura d’ingrassare, e dalla volontà di mantenere un certo peso corporeo che risulta essere sotto i limiti della normalità. I dati estrapolati da diversi casi hanno fatto emergere dei numeri molto importanti e catastrofici riguardo l’anoressia: la maggior parte dei soggetti aveva un peso corporeo sotto i limiti della normalità di circa l’85%, con un BMI sotto l’1,75 Kg/m2 .

Oltre al peso eccessivamente sotto la media, i pazienti hanno una bassa temperatura corporea, sviluppano alopecia, osteopenia, ritardi mestruali, amenorrea, pelle secca, ipotensione, riduzione del seno, unghie e capelli fragili. Nel caso in cui l’anoressia sia accompagnata a rare abbuffate con conseguente eliminazione forzata del cibo dall’interno dello stomaco  si può osservare un’importante erosione a livello dentale. La maggior parte dei sintomi citati finora riguardano soggetti di sesso femminile.

Per quanto riguarda i pazienti maschi, si può assistere a un calo della libido e a problemi di eiaculazione. Per quanto riguarda la sintomatologia, essa può risultare problematica, talvolta sfumata e difficilmente riconoscibile ai familiari. Il calo di peso corporeo se associato a una colorazione giallognola del palmo delle mani, della pianta dei piedi possono essere tutti indici di anoressia nervosa. Tuttavia, questi stessi sintomi sono riscontrabili in quei soggetti che seguono una dieta a base di vegetali e ricchi di carotene che si accumulano nella pelle. Sempre questi sintomi possono essere dovuti all’insorgenza dell’ittero (problema epatico) dove oltre al colorito giallastro di mani e piedi, si aggiunge quello delle sclere dell’occhio.

Un primo modo per capire se il soggetto è affetto da anoressia nervosa e non da altre patologie, è: timore dell’aumento di peso, ossessivo rifiuto di cibi specifici (quelli contenenti una certa quantità di zuccheri e grassi), vedersi costantemente grassi, un’eccessiva attività fisica, iperattività, disagio a mangiare in pubblico, non ammettere che si ha un problema con il cibo, abuso di diuretici e lassativi con lo scopo di dimagrire.

Problemi di anoressia

Cause e sintomi

L’anoressia è una malattia caratterizzata dalla perdita o diminuzione della fame quando l’organismo ha bisogno di cibo. Tra le principali cause della perdita di appetito ci sono:

Queste sono le cause dell’anoressia nervosa alla quale si contrappone l’anoressia provocata da fattori specifici, quali:

  • stati febbrili,
  • l’età,
  • difficoltà a deglutire,
  • primo trimestre di gravidanza,
  • dolore addominale cronico,
  • perdita del senso del gusto,
  • disidratazione,
  • scompenso cardiaco,
  • BPCO (bronco pneumopatia ostruttiva cronica),
  • insufficienza renale,
  • problemi all’apparato endocrino,
  • farmaci chemioterapici, antibiotici e anfetamine.

L’anoressia è dovuta anche ad altre patologie dell’apparato gastrointestinale, come ad esempio:

Parallelamente si associano a tutte queste delle difficoltà digestive, nausea, vomito e dolore all’addome. Come già affermato in precedenza, l’anoressia porta l’indice di massa corporea a un valore nettamente inferiore ai 17,5.

A questo indice si affiancano un calo dell’autostima, abuso di lassativi, una riduzione del ciclo mestruale, piedi e caviglie gonfie, disidratazione, ossessione per il cibo con un eccesso nella pratica dello sport, una diminuzione di più del 15% del peso corporeo e una certa tolleranza al freddo. Bisogna sempre tenere a mente che questa patologia richiede un supporto psicologico presso centri specializzati. Qui, personale altamente qualificato ha lo scopo di donare al corpo le sostanze di cui ha bisogno per svilupparsi al meglio (vitamine, grassi, proteine, carboidrati, sali minerali etc.) e allo stesso tempo avviare un ciclo di cure volte a far capire al paziente in quale stato si trova, analizzare i motivi e le paure che lo hanno spinto al rifiuto verso il cibo, curando l’anoressia anche a livello psicologico, perché il fondo della patologia stessa risiede proprio nel cervello.

Terapia

Accanto alla terapia psicologica si ricorre all’utilizzo di farmaci. Il turbamento psichico del paziente è un elemento importante e molte volte difficile da trattare perché la terapia include quello che viene definito "ristabilimento del peso corporeo", una frase che il paziente traduce come: ingrassare.

In altre parole, gli specialisti offrono un supporto psicologico volto a far comprendere determinate cose al paziente, mentre i farmaci somministrati hanno lo scopo di controllare la disidratazione, alterazione dei valori nel sangue, la depressione, la perdita ossea, i problemi alla struttura scheletrica etc. I farmaci a cui si ricorre sono:

  • Ansiolitici e gli antidepressivi che vengono somministrati per tenere a freno e inibire i fattori scatenanti dell’anoressia. Rilassare il paziente e alleviare lo stato depressivo. In presenza di epilessia si somministrano gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o SSRI. L’amitriptilina rientra negli antidepressivi triclici e viene somministrata anche in caso di anoressia nervosa durante l’età pediatrica (maggiore di 9 anni). Lo scopo di questo farmaco è di contrastare l’ansia e il tipico atteggiamento compulsivo e ossessivo verso il cibo. Il Risperidone è un antipsicotico atipico che non deve essere assunto quando il paziente si trova in uno stato di demenza perché potrebbe andare incontro a ictus. I risultati ottenuti sono più che soddisfacenti soprattutto verso il comportamento ossessivo e compulsivo verso alcuni cibi. La Clorpromazina è un antipsicotico e antagonista dopaminergico realizzato per i trattamenti di schizofrenia che si possono verificare durante l’anoressia. La posologia è molto variabile e dipende da soggetto a soggetto. In presenza di un paziente con anoressia e psicosi, la dose consigliata è 25-50 mg da somministrare per via intramuscolare. Nel connubio anoressia e mania la dose scende a circa 10 mg e si assume per via orale. Un altro antipsicotico atipico è l’Olanzapina, il quale viene utilizzato anche per giovani pazienti con età superiore ai 9 anni. La dose è di circa 1,25 – 2,5 mg e si assume per via orale. A questi farmaci, gli specialisti sostituiscono talvolta i corticosteroidi, tra i quali: Prednisolone e Desametasone, rispettivamente con una posologia di 15 – 30 mg e 2 – 4 mg al giorno. Il Megastrol si assume mediante sospensione orale con una dose di circa 800 mg al giorno.
  • Integratori alimentari in particolare la Vitamina D e il Calcio sono degli elementi indispensabili per lo sviluppo e mantenimento osseo, infatti, vengono somministrati perché l’anoressia causa decalcificazione ossea. Tra questi si
  • Gli antistaminici hanno lo scopo di stimolare l’appetito e incrementare così il peso del paziente fino ad arrivare a un dato normale e stabile. La Ciproeptadina è un antiserotonico anch’esso usato per l’anoressia nervosa; la posologia è di 2 mg per 4 volte al giorno.

Dieta

Oltre alla cura del fisico mediante la somministrazione di specifici farmaci e al sostegno psicologico, i pazienti affetti d’anoressia nervosa devono seguire una dieta specifica che ha come scopo quello di supportare l’organismo evitando delle complicazioni a livello metabolico e offrire un’educazione alimentare in modo da rapportare il paziente verso il cibo in una maniera più sana e meno patologica. Bisogna sempre ricordare che l’anoressico ha un rapporto patologico col cibo, lo vede come una minaccia dalla quale tenersi alla larga così da stare meglio.

Quest’ultima però si trasforma in un fisico eccessivamente magro, dove la carne è ormai scomparsa per lasciar intravedere solo lo scheletro. Convincere il paziente a seguire una specifica dieta, seppur leggera ma fatta degli alimenti giusti, è il primo passo, accanto alla terapia psicologica. Gli alimenti base della dieta per anoressici sono composti solo ed esclusivamente da pietanze semplici e non elaborate, la maggior parte delle volte scondite e niente cibo spazzatura.

L’apporto calorico di questa dieta si avvicina di molto a quella normale, ovviamente non può essere identica perché oltre a nutrire il malato, deve contrastare a quel rifiuto verso il cibo che alberga nella sua mente. Ogni pasto è suddiviso in piccole porzioni digeribili. Questo perché lo stomaco di un malato presenta una funzionalità e delle dimensioni molto ridotte ed è conveniente che non senta la tipica sensazione di sazietà pesante o difficoltà a digerire. Gli alimenti devono essere ben cotti a vapore o lessi e con pochi grassi, e infine serviti con molta delicatezza, senza forzare l’anoressico a mangiare tutto e subito. Ogni pietanza deve contenere una giusta dose di sali minerali, vitamine, acidi grassi, amminoacidi e altri componenti indispensabili all’organismo.

È molto conveniente lasciar scegliere al malato quali cibi mangiare, e alternarli settimanalmente così da soddisfare i bisogni nutrizionali del corpo. Infine, c’è da sapere che la dieta per persone anoressiche non può essere una sola, deve avvenire una totale personalizzazione delle pietanze perché ogni caso di anoressia è diverso dall’altro.

Il Ministero della Salute ha realizzato diverse campagne di sensibilizzazione sul problema. Pensiamo sia importante parlarne e soprattutto affrontare il problema quando è nella sua fase iniziale.